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Va bene. Sta arrivando la mazzata. Iniqua è dire poco, che la pagano sempre gli stessi è dire la verità. Che cosa ci aspettavamo da un parlamento che è lo stesso che fino a ieri ha sorretto Berlusconi, fatto dalle stesse persone che hanno voluto lo scudo fiscale, dagli stessi lacché che hanno sostenuto a maggioranza che Ruby era la nipote di Mubarak? Non è vero infatti (come dice Berlusconi e ripetono i più trandy tra quelli di sinistra) che c’è un vuoto di democrazia: siamo una Repubblica parlamentare… noi votiamo il parlamento, non il governo o il premier. Decide il parlamento e quello che c’è è lì perché lo abbiamo votato noi.
Però adesso che c’è Monti, per i radical chic di sinistra è una gran festa: un governo che lascia inalterati i privilegi economici delle classi agiate ma non ha l’arroganza, la sciatteria, l’incompetenza e il pressapochismo dei governi Berlusconi è davvero una manna. Leggendo i giornali, sentendo i commenti su Facebook, i vox populi in tv o semplicemente di chi ci sta attorno, in questi giorni si ha finalmente la misura e lo spessore morale della sinistra italiana: no, non parlo delle dirigenze politiche dei partiti (quelle sono scollegate dalla realtà ormai da tempo), ma della gente comune che non nasconde simpatie per una sinistra ormai solo ideale.
Ci sono certi vecchi finti rivoluzionari sinistrorsi, pieni di soldi, la cui unica preoccupazione e il cui unico passatempo è quello di sparare slogan prefabbricati contro Berlusconi, senza rendersi conto che con Berlusconi (e il suo elettorato) condividono molti più interessi di quelli che pensano di avere in comune con coloro che faticano ad arrivare alla fine del mese. Difendono questa manovra iniqua perché di fatto stanno dall’altra parte, non da quella di chi paga di più. È ovvio che questa porcata montiana gli sta bene così com’è: senza sforzi stravolgenti da parte loro forse avranno ancora un futuro in Europa, garantito dai sacrifici di quelli che da sempre tengono in piedi questo Paese.
Chi guadagna 150 mila euro l’anno (in su) dovrebbe avere almeno il buon senso di non commentare la manovra: in silenzio, dovrebbe prendere i favori che ha ricevuto portarseli a casa ancora una volta, sapendo che è tra i privilegiati protetti e coccolati da sempre in questo Paese.