L’altro giorno vedo un servizio al Tg (non ricordo quale, tanto son tutti uguali) sulla querelle del candidato premier del PD al congresso di ottobre… Franceschini si ricandida… Anche d’Alema si ricandida: vabe’ non proprio lui perché c’ha da fare, c’ha da andare in barca e non ha voglia di star lì ad inventarsi un attacco a Berlusconi nuovo ogni giorno solo per far finta di fare l’opposizione… Allora ha candidato Bersani, che tra un sigaro e l’altro almeno non sta lì a oziare!
Poi però, a un certo punto, il servizio del Tg fa una pausa carica di suspance… la tensione si scioglie quando il giornalista fa la domanda che l’Italia democratica stava aspettando: <<Ma la Serracchiani… che fa?>>. Scopro pochi secondi dopo che la Serracchiani ha detto che non si candida ma che preferisce votare Franceschini “perché è più simpatico”. Caspita, ora sono un uomo nuovo… mi è passato anche il mal di testa e inizio a pensare e pensare e pensare… poi però una domanda mi strappa dal mondo del logos e mi riporta miseramente a quello del patos: chi cazzo è la Serracchiani?
Non riesco a ricordare. Lì per lì mi vergogno anche un po’; non ricordarsi della Serracchiani per un giornalista potrebbe essere grave? Poi però cerco nella memoria quello che ho archiviato sotto la voce “spazzatura” e mi ricordo di una puntata di Ballarò (non che Ballarò sia spazzatura, però quella puntata in particolare diciamo che non rimarrà nei manuali di storia). Ecco… la Serracchiani era quella che aveva ribattuto con piglio battagliero e con espressioni che ricordavano un po’ Arisa alle osservazioni di qualcuno del centro destra in studio (chi di preciso non saprei).
Ora ricordo. Vagamente, ma ricordo. Se l’Italia era così in ansia da voler sapere a tutti i costi se la Serracchiani si sarebbe candidata o no, probabilmente vuol dire che è una che “spacca di brutto” (come direbbe il mio amico Raul). Mi sono messo allora a cercare un po’ di informazioni su questo astro nascente del Partito Democratico (lo so che sembra paradossale che possa nascere qualcosa da un’entità che si sta incanutendo con la rapidità di una crisalide).
Tutto ciò che ho trovato su internet è stata una sequela di articoli e titoli retorici che dipingevano la Serracchiani come il futuro del PD, il nuovo che avanza, i giovani al potere, la riscossa della base, il volto nuovo che spazza la vecchia nomenclatura, la voce delle gente che arriva dritta dritta dalla strada. Ciumbia! Mi sono detto… Chissà che idee rivoluzionarie c’ha in testa quella lì! E allora sono andato sul suo sito e me lo sono letto per benino, alla ricerca della parola divina che avrebbe illuminato la via del PD per i prossimi decenni. Sul sito clicco subito su “Le mie idee” (trepidante come in attesa della parola di Krishna) e scelgo a caso la voce “Idee per il lavoro”… ecco cosa trovo:
<<Il lavoro, cioè la crescita dell’occupazione, specialmente quella giovanile, è la priorità. Occorre investire sulla formazione e sull’innovazione; è necessario sconfiggere il precariato: i giovani devono poter guardare con fiducia al loro futuro. Per raggiungere questi obiettivi, è fondamentale sostenere le piccole e le medie imprese, che rappresentano un cardine dell’economia continentale.
Nell’Unione europea esistono circa 23 milioni di PMI, che offrono 75 milioni di posti di lavoro e rappresentano il 99% del totale delle imprese. Le aziende italiane vanno rilanciate allineandoci ad altri sistemi fiscali europei e snellendo i tempi della burocrazia. La rete della piccole e medie imprese ha bisogno di essere aiutata sostenendo la ricerca e l’innovazione tecnologica, e sviluppando la rete dei servizi e delle infrastrutture.>>.
Poi basta. La poesia finisce. La folgorazione mistica scema. Lo rileggo, come fossi impegnato nell’esegesi biblica. Niente. Allora interpreto, come fosse una parabola. Ancora nulla. L’escatologia del pensiero della Serracchiani racchiuso in quel testo mi sfugge. Forse non sono all’altezza… forse mi manca l’abecedario della politica, la cultura istituzionale e a un tempo viscerale di chi viene dalla base, di chi per anni ha convinto porta a porta i suoi elettori, di chi li ha portati alle urne affascinati, incantati come dietro al pifferaio di Brema, sedotti da quelle parole rivoluzionarie che io non riesco a capire… ma loro sì! Gli elettori della Serracchiani ne capiscono il senso recondito e anche i giornalisti che hanno scritto quei titoloni lusinghieri hanno tutto perfettamente chiaro dinnanzi agli occhi… persino Franceschini che prenderà il voto dell’astro nascente del PD è in grado di vedere chiaramente il pensiero politico della Serracchiani.
Poi mi dico che se ce la fa Franceschini ce la posso fare anch’io… mi focalizzo sui concetti, ascetici, iniziatici… solo per adepti e raffinati pensatori. E allora d’improvviso capisco… e l’apocalisse, la rivelazione, mi disorienta e disarma le mie resistenze logiche. Le parole ora sono chiare, limpide e cristalline. Non sarà facile, lo so… ma proverò a comunicarvi, con semplici parole, quello che ho compreso del pensiero politico della Serracchiani riguardo al lavoro:
1) che bisogna investire sulla formazione e sull’innovazione;
2) che è necessario sconfiggere il precariato;
3) che è fondamentale sostenere le piccole e le medie imprese.
Cazzo… non ci avevo mica pensato!!!